Scopri una storia
che parte dal X secolo

L'epoca a cui risale la costruzione è incerta. Lo storico Meomartini riferisce che essa “...è di data antichissima e probabilmente segnava il confine tra i Sanniti caudini e i pentri. Più tardi costituiva il limite tra le colonie Alifana e Telesina e la sicurezza della via Latina che ivi presso sboccava; e nel Medioevo, la distinzione tra il Gastaldato di Telese e quello di Alife. Il nome Marafi è longobardo”. Forse la torre a cui fu dato il nome di Marafi farebbe presupporre uno scopo difensivo dalle incursioni dei Saraceni che fino al X/XI secolo imperversavano in tutto il territorio. Inoltre, il casale denominato Castrum Marafi risulta ancora esistente nel XVI sec., ed è indicato come feudo baronale in un Intrumento di convenzione fra il Barone Paolella di Puglianello ed il D'Autellis di Marafi, redatto dal Notar Bettinelli di Napoli, il 12 Novembre 1551.
Lo studio del prof. L.R. Cielo del 2011 analizza e precisa sto-ria ed evoluzione della località. L’abitato sorse sul tracciato dell’antica via Latina (tra Alifae e Telesia), vicino ad una scafa sul Volturno, su un rialzo tufaceo ai margini del corso del Titerno (superato da un ponte romano di cui sopravvivono resti). Le prime attestazioni risalgono al 1003, ma forse nac-que tra IX e X sec. (stando ai ritrovamenti archeologici), come conversione di una curtis o di un casalis rurale in castrum, anche se già nel sec. XIV era in declino. La torre probabilmente fu eretta in età normanna visto che compare già nel Catalogus Baronum, col titolo feudale, ancora attivo nel 1469.
L’importanza del sito è attestata dalla presenza di una pertinenza della potente abbazia cistercense della Ferrara, esistente nel 1221 con chiesa intitolata al Santo Spirito, priorato in decadenza nel 1476 e successivamente scompar-so (nel 1622-23 c’era la sola chiesa). La consistenza della popolazione può essere intuita dalla presenza dei luoghi di culto (al 1325): San Vito (ancora esistente nel 1600), San Gio-vanni e Sant’Andrea, l’unica esistente ancora oggi. Nel 1744 il feudo era disabitato. La chiesa di Sant’Andrea è, per strut-tura e parati decorativi, di chiara impronta medievale, proba-bilmente da riferirsi al XII secolo. La chiesa, orientata, è in muratura in tufo con blocchi regolari, ed ha una navata unica con campanile a vela nella zona presbiteriale ed abside semicircolare. Il portale ha stipiti in pietra di recupero ed è sovrastato da una doppia ghiera in tufo, aggettante, scolpita a girali fitomorfi; un altro piccolo portale si apre sul fianco sinistro, su stipiti di recupero e con archivolto (lunetta con tracce di affresco) decorato a riquadri geometrici. L’interno, coperto a capriate, reca decorazioni a tempera nel catino absidale (probabilmente risalenti al XVII secolo). Alle spalle della chiesa sono i resti di un vasto edificio, destinato alla lavorazione delle derrate agricole. Di fronte alla chiesa, an-ch’esso piuttosto elevato rispetto al piano della strada, in-cassata nel terreno, è l’edificio che ingloba l’antica torre, pro-babilmente ubicata nello spigolo verso Nord.